Fare marketing in un mondo sempre più digitale

Forse, come me, sei un sopravvissuto ai primi modem analogici, alla bolla di internet, all’era dei Second Life, e hai conosciuto i primi social network quando Facebook ancora non esisteva.

Ne hai viste tante e non capisci più il mondo che ti circonda: chiudono i negozi e aprono i centri commerciali, poi chiudono i centri commerciali e aprono negozi specializzati, poi chiudono tutti perché c’è Amazon, poi Amazon apre negozi fisici. Cosa sta succedendo?

Anche per te le bufale sono gli animali che allevano in Campania? Hai sentito parlare di un amico di un cugino di un tuo collega che è diventato milionario con i Bitcoin e hai deciso di investire la pensione della nonna in monete virtuali? Hai fatto sesso con il tuo mouse mentre un troll lodava le tue dimensioni antropomorfe?

Internet da mia nonna agli insulti su web

La prima versione di questo sito risale al lontano 1997. In Italia c’era la Lira, Google non esisteva ancora, Steve Jobs pensava già in modo differente, mentre io sciacquavo i panni nelle prime onde di internet. Ricordo ancora chi all’inizio mi domandava, stupito e talvolta infastidito da un presunto egocentrismo, perché avessi un sito internet. Io rispondevo semplicemente “tra dieci anni, quando tutti avranno il loro spazio su internet, lo capirai“.

Gli anni corrono veloce e oggi chi un po’ mi criticava posta sui propri social immagini imbarazzanti da ubriaco, foto di tette al vento scattate durante le ultime vacanze, o mostra i figli come trofei da esibire alla pubblica invidia. Non gliene voglio, capita a tutti di cambiare idea e spesso, ma non sempre, è segno di maturità.

Racconto spesso quando, nel 2007, occupandomi del mondo internet e dei nuovi media per una multinazionale di ricerche di mercato, alla domanda “Lei utilizzerebbe internet sul cellulare?“, la maggior parte del campione rispondeva che non avrebbe saputo che farsene. Ponevo la stessa domanda agli amici, la sera al pub, e loro non facevano sconti: partivano benevoli insulti e risate. A volte davano spiegazioni razionali quasi a giustificare una presunta pigrizia: “uso già troppo internet al lavoro” oppure “ho il PC a casa, ci mancherebbe che lo uso anche su internet”. Neanche a dirlo, sei mesi dopo erano i primi a possedere un iPhone.

Aiuto, mi si è sgonfiato il canotto

Non sono un Millennial né vengo dalla Generazione Z, sebbene cerco di ascoltare ed osservare i ragazzi senza giudicare. Penso ci sia molto da imparare da loro così come penso che l’esperienza possa avere un peso in tutte le attività. Diffido dei guru, quei santoni del marketing che posseggono il libro con tutte le risposte e i consigli imperdibili che hanno fatto diventare ricco qualcun altro (chissà perché sempre qualcun altro?).

Ho fatto del marketing la mia professione e oggi distinguere tra marketing tradizionale e digital ha poco senso, in un’era dove l’omnichannel (l’utilizzo di tutti i canali fisici e virtuali) e l’experience sono le parole chiave di chi si propone sul mercato.

Il marketing (come ogni cosa nella vita) è analisi e sperimentazione, intuizione e adattamento a realtà specifiche, ai dettagli, al fattore K che cambia il risultato. Per questo mi piace definirmi semplicemente un Marketing Lifeguard, un bagnino del mondo del Marketing che aiuta chi finisce alla deriva sulla baia di Internet.