Menu

Tra Populismo e Liberalismo: tre ragioni per cui non capisci più la politica

October 8, 2018 0 Comment


Article published by Fanpage.it – Year: 2018 – Language: Italian

FanpageSe hai superato gli -enta o gli -anta come me e, pur seguendo la politica da anni, inizi a non capirci più nulla, non preoccuparti: è solo la sindrome da piano cartesiano.

Bei tempi passati quelli della Cortina di Ferro! Tanti capelli in più, la giovinezza spensierata ed un mondo bipolare in cui potevi scegliere se stare al di qua o al di là del muro, oppure a destra o a sinistra del Parlamento.

Ti hanno sempre detto che il mondo è bipolare e che al massimo potevi scegliere di essere di destra o di sinistra, visto che anche quando preferivi esser di centro, non era mai un centro puro, ma sempre un centro-destra o un centro-sinistra.  Poi d’improvviso ti cambia il mondo attorno. Arrivano i populisti, come un esercito di cavallette che inonda il tuo ordine politico e mentale, e inizi a chiederti: “e ora? Io cosa sono?”

Come viene brillantemente descritto da Alfredo Santaniello in “Le radici economiche del populismo occidentale”  (Olisterno Editore), riprendendo il modello euristico della competizione tra partiti nelle democrazie occidentali di Inglehart e Pippa Norris, posso sintetizzare in tre punti la chiave di lettura della confusione che oggi attanaglia le nostre menti dicotomiche:

  1. Non è vero che la destra e la sinistra non esistono più. Esistono ma li stai leggendo su un asse ti carattere economico. La destra è libero mercato e intervento minimo dello Stato negli affari economici, deregulation e tassazione bassa. La sinistra è invece per un maggiore intervento dello Stato a regolare le questioni di carattere economico, un più incisivo welfare sociale, e per una redistribuzione della ricchezza verso le fasce meno abbienti della popolazione. Tutte distinzioni ancora valide anche nello scenario economico attuale.
  2. Il populismo è sia di sinistra che di destra. Se ci spostiamo dal piano economico a quello più propriamente culturale, il populismo si contrappone al liberalismo, su di un asse che potremmo raffigurare in modo verticale. Il populismo è per una leadership forte, un più marcato nazionalismo che esalta i valori della trazione e ha una spinta è anti establishment (definita in Italia in vario modo: radical chic, buonisti, ecc). Il liberalismo invece è per un mondo multiculturale, preferisce il dialogo tra le parti ad una leadership unica, ed è per ridurre le barriere nazionali.
  3. Devi considerare lo scenario politico su due assi. Lo so, in un mondo che va sempre più verso la dicotomia dei neuroni (o è tutto bianco o è tutto nero, o sei per il governo giallo-verde o sei del PD, o sei fascista o sei comunista, o sei buonista o cattivista, o via tutti gli immigrati o accogliamoli tutti, ecc.) il quadro politico, non solo italiano ma di tutte (o quasi) le democrazie occidentali, è diventato (o diventerà) a doppio asse. Vi sono pertanto populisti di destra e populisti di sinistra, liberalisti di destra e liberalisti di sinistra, con almeno un centinaio di sfumature di grigio che faresti bene a considerare (prima di perdere totalmente la capacità di discernere e il dono della discrezionalità).

Qualcosina è più chiara ora? Divertiti a porre le tue idee sugli assi e, se riesci, anche i partiti politici che conosci. Infine, se hai amici o colleghi di partito confusi, puoi aiutarli condividendo questo articolo.

Tags: , , , ,